Intervista a Stefano Bracci: Graphic Designer

Stefano Bracci
© Stefano Bracci – Avantbras

Stefano Bracci Avantbras ha realizzato e curato il progetto “1229” dell’azienda agricola Capponi che abbiamo approfondito nella rubrica “Etichetta Vincente“.

Facciamo due chiacchiere con Stefano per capire al meglio la sua professione e tutto ciò che si cela dietro i suoi progetti.

 

LD: Ciao Stefano, potresti introdurci il tuo lavoro?

SB: Mi occupo di Graphic Design si dal primo momento in cui ho avuto la possibilità di approcciarmi a questo mondo. Prevalentemente mi occupo di brand identity, negli anni mi sono formato come Art spaziando in tutte le aree di questo campo. Amo spaziare il più possibile con la creatività, andando alla ricerca delle varie possibilità con cui approcciare materialmente il lavoro. La ricerca del giusto lettering, la selezione della carta più adatta, la ricerca delle lavorazioni capaci di esaltare il progetto: queste le leve con cui approccio al meglio ogni progetto.

 

© Avantbras – Al Nabucco, la Lirica dei sapori, Roseto degli Abruzzi
© Avantbras – Al Nabucco, la Lirica dei sapori, Roseto degli Abruzzi

LD: Dove nasce il tuo interesse per il Graphic Design?

SB: Mio padre. Essere stato figlio d’arte mi ha dato la possibilità di crescere in un mare di libri, disegni e colori a olio. Nei miei studi cercavo di seguire le sue orme, poi l’avvento dei primi computer a scuola ha completato l’opera. Vivere e lavorare in grandi città come Milano e Roma mi ha aiutato tanto nel capire i processi professionali, quanto nel comprendere sul piano artistico ciò che mi circondava.

 

© Avantbras – Iniceri Wines
© Avantbras – Iniceri Wines

LD: Cosa vuol dire progettare un’etichetta?

SB: Come un po’ tutti parto dallo studio e dall’analisi approfondita delle specifiche necessità del cliente. Il mio punto di forza però sta nel ricercare ciò che rappresenta profondamente il committente, il mio design potrebbe risultare freddo per molti, ma al contrario è colmo di passione e collegamenti. Un approccio che contraddistingue ogni mio singolo lavoro. In più presto sempre molta attenzione nel bilanciare il tutto con le esigenze del mercato, studiando i competitor e avendo un approccio problem solving, sopratutto verso i fornitori che realizzeranno la mia idea.

LD: Abbiamo parlato del tuo progetto per “Capponi”, puoi raccontarci qualcosa di più? (retroscena, aneddoti, difficoltà tecniche)

SB: Capponi è un progetto a cui sono legatissimo: tutto è nato da un giovane abruzzese che ha deciso di darmi carta bianca per creare, senza caricare il progetto con troppe aspettative. Parliamo di un’azienda agricola ormai in disuso dalla sua famiglia. Ho impostato il tutto sul Made in Italy, dando un taglio “young” a un prodotto classico come l’olio. Il naming dell’etichetta, 1229, ne è l’esempio perfetto. Non trovando spunti particolarmente interessanti, ho deciso di contare tutte le piante lasciate in eredità dalla sua famiglia.

Queste piante, questi numeri sono i protagonisti del prodotto: è bastato scegliere con cura le lavorazioni, lavorando per trovare la giusta matericità della carta per arrivare ad un risultato di grande impatto che ci ha portato a vincere un bronzo all’ultimo Vinitaly. Credo che non ci sia niente che possa farmi più felice di così, una gratificazione che è bello condividere con il cliente.

 

© Avantbras – 1229 Capponi Olio
© Avantbras – 1229 Capponi Olio

LD: Cosa ne pensi dell’attuale scena della grafica italiana?

SB: Ammetto che non bado molto ai miei competitor, ci sono poche figure che stimo davvero. Dopo tanti anni di anonimato però, un po da tutte le parti d’Italia ci stiamo allineando al gusto nordico e il design sta crescendo molto. La creatività istituzionale è un pò passata e prenderà sempre più piede la sintetizzazione dei concetti e delle forme.

 

© Avantbras – Alterego Home Design, Vasto
© Avantbras – Alterego Home Design, Vasto

 

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Stefano Bracci Avantbras