Etichetta vincente: Divenire 1818

Etichetta vincente: Divenire 1818

 

“Music is like wine”

Prendiamo spunto da questa citazione per parlare del progetto Divenire 1818 scelto per la nostra rubrica Etichetta vincente. Il vino è come musica?
Il lavoro di un Sommelier, il racconto della sua degustazione organolettica attraverso i sensi ha sicuramente molto di musicale. Può inebriarci, creare delle aspettative e distruggerne altre aiutandoci a carpire l’anima di un buon bicchiere di vino. Eppure sappiamo che la musica influenza il comportamento e questo è stato profondamente accertato all’interno della comunità scientifica.

Anzi sappiamo qualcosa in più, grazie agli studi condotti dal team del Prof. Adrian North della Harriot Watt dell’Università di Edimburgo. La ricerca condotta (la più rilevante della fattispecie), aveva lo scopo di capire come la musica potesse cambiare la percezione delle papille degustative durante una degustazione di vino. Il risultato fu sorprendente, nonostante il vino rimanesse lo stesso, rosso o bianco, la descrizione del gusto variava con il tipo di musica diffuso portando il professor North a dichiarare: “questa è la prima volta che è stato scientificamente provato che la musica riesce ad influenzare la percezione e cambiare il modo di degustare il vino”.

La variante uditiva influisce sul nostro giudizio del vino e, se il sottofondo non è adatto, il nostro giudizio rischia di essere distorto; così come un qualunque brano musicale viene filtrato in modo differente dal nostro sistema emozionale, a seconda del nostro stato d’animo, dell’ambiente o di quello che stiamo mangiando.

 

Etichetta vincente: Divenire 1818
© Salvatore Santaniello – Divenire 1818, Enrico di Borgogna

 

Attraverso queste considerazioni ci viene da domandarci come si accomuni l’esecuzione musicale perfetta ad un buon bicchiere di vino? Quali sono nel dettaglio gli elementi che entrano in gioco? E cos’è più adatto ad un Pinot nero? Una risposta prova a suggerircela la cantina Le Corne, all’avanguardia nella produzione biologica, con quest’etichetta – Divenire 1818 – che fa parte di un’edizione limitata di circa 2000 bottiglie.

Ci troviamo in provincia di Bergamo, Grumello del Monte nello specifico, dove riecheggia il nome di un antico comune, oggi scomparso: Boldesico. Questo nome da autorevolezza storica alla cantina, risultando inscritto nei più tardi catasti ottocenteschi e descrivendo una zona vocata alla viticoltura, con la presenza di vigne specializzate, anche se di piccole dimensioni.

Un glorioso passato che finisce con il tingere di un sapore storico tutti gli elementi dell’immagine della cantina. Il nome deriva dalla Corna, particolare tipo di roccia calcarea piuttosto estesa nella zona e la Torre, presente nel marchio, è il simbolo che in 200 anni di storia ha identificato la zona, tanto che le cascine presenti venivano denominate “Corne della torre”. In questo ecosistema, l’Azienda ha oggi concepito un “metodo di lavoro in grado di integrarsi alla natura delle idee”. Una valorizzazione che si manifesta con “meticolosi procedimenti di cantina, scaturiti da sacrificio e costanza” che permettono di tramettere “la vera essenza della natura e la gioia del cuore”.

Ogni anno la cantina Le Corne accosta il suo Pinot nero ad un’opera del Donizetti, il rinomato compositore bergamasco del primo Ottocento, precursore del dramma musicale alla Giuseppe Verdi. L’edizione presa in esame è quella del 2018 (ma fa parte di un progetto a lungo termine iniziato tre anni fa). L’accostamento è con il melodramma “Enrico di Borgogna”, la prima opera lirica rappresentata del Donizetti, ma non la prima ad essere composta. La prima mondiale ebbe luogo nel Teatro Carlo Goldoni di Venezia, corrispondente all’antico teatro Vendramin, il più antico teatro ancora esistente a Venezia.

 

Etichetta vincente: Divenire 1818

Etichetta vincente: Divenire 1818
© Salvatore Santaniello – Divenire 1818, Enrico di Borgogna

 

Da qui parte lo spunto visivo per la soluzione grafica proposta da Salvatore Santaniello, Graphic Designer con sede a Bergamo, focalizzato su soluzioni progettuali per l’industria alimentare e delle bevande. L’etichetta denota una ricerca storica scrupolosa con una riuscitissima analisi e sintesi grafica delle fonti. La tipografia sul fronte ha un movimento quasi musicale. C’è un buon ritmo compositivo tra i pieni enfatizzati dal pattern in hotfoil e i vuoti riempiti dall’embossing, mentre tutto il dinamismo delle linee arzigogolate bianche resta fermo nel grafema della D che dà rigore a tutta la composizione.

Sul retro, serigrafate in bianco, le essenziali informazioni di un vino dall’alto profilo organolettico, dedicato ad appassionati di vino e collezionisti, un target che, a differenza dei consumatori occasionali, ricerca prima di tutto sperimentazione e novità nel settore. Dimensioni rilevanti (228x96mm) e una carta di pregiata qualità: la Tintoretto Balck Pepper. Ma l’etichetta è solo una degli elementi della Brand Identity che Salvatore ha sviluppato per l’edizione. Ad essa si affiancano due diversi elementi di packaging correlato, anch’essi curati con l’artigianale attenzione, che suggeriscono un ordine superiore di qualità del prodotto stesso.

 

Etichetta vincente: Divenire 1818

Etichetta vincente: Divenire 1818
© Salvatore Santaniello – Divenire 1818, Enrico di Borgogna

 

Curiosità: Salvatore ha svolto anche un corso di qualificazione professionale per Sommelier, una specializzazione che di certo influenza le sue consulenze di design. Sarà interessante approfondire con lui, nella prossima intervista, questa combinazione vino-musica; la sua opinione su come la musica giudichi il vino e come il vino venga giudicato con la musica.

 

Link utili:
Cantina Le Corne
Salvatore Santaniello