Grafica vettoriale e grafica raster: quali sono le differenze?

 

Per molte persone la progettazione grafica può generare confusione. Soprattutto se si tratta della prima esperienza nella creazione di una rappresentazione grafica di un prodotto o marchio.
La prima domanda da porsi è: in quale formato svilupperò il mio design? Meglio un’immagine raster, creata ad esempio con un programma come Photoshop; o meglio un’immagine vettoriale fatta, ad esempio, con Illustrator?

Quali sono le differenze?

Grafica vettoriale e grafica raster: quali sono le differenze?

La grafica raster (o bitmap) prende il nome dall’inglese “raster” che vuol dire griglia. Le immagini raster sono infatti costituite da una griglia di punti detti pixel, di forma quadrata. Ognuno di questi pixel possiede un’informazione di colore e messi insieme formano un’immagine. La caratteristica più importante di un’immagine raster è la risoluzione, ottenuta dal numero di pixel contenuti in una certa unità di misura. Come standard si utilizza il pollice inglese (2,54 cm) e il rapporto Dot per Inch, DPI ovvero, punti per pollice.
Se ingrandisci un’immagine e la vedi da abbastanza vicino, noterai infatti dei blocchi di colore che da lontano non apprezzavi e che ti restituivano una fluidità. Più è alto il rapporto DPI più alta è la risoluzione dell’immagine e quindi la sua qualità. Diminuendo la dimensione dell’immagine si andrà ad aumentare la sua risoluzione, così come, ingrandendo la stessa, si abbasserà la risoluzione ottenendo l’effetto sgranato, saranno evidenti cioè quei singoli quadratini osservati durante lo zoom.

 

Grafica vettoriale e grafica raster: quali sono le differenze?

La grafica vettoriale ha una natura diversa. Come deducibile dal nome, le immagini vettoriali sono costituite da elementi vettoriali, cioè forme geometriche e matematiche, come linee, punti, curve e poligoni. Ad ogni forma vengono attribuite colori ed effetti determinate da una formula matematica. La caratteristica peculiare è che, essendo le forme di natura geometrica, con un rapporto definito, è possibile scalarle all’infinito senza perdere in risoluzione. Inoltre queste immagini vettoriali hanno un peso di gran lunga inferiore alle immagini raster, questo perché le informazioni contenute nell’immagine sono inferiori.
È quindi possibile inviare in stampa elementi vettoriali senza preoccuparsi della risoluzione. La macchina da stampa (di qualunque natura) interpreterà l’immagine e massimizzerà la possibile risoluzione.

Raster:

  • Ottimale per lavori di progettazione altamente dettagliati
  • Non ottimale per il ridimensionamento, anche se è possibile farlo
  • Ottimale per incorporare foto
  • Consigliato per applicare effetti (sfocature, ombre, posterizzazioni, ecc.)

Vettoriale:

  • Ottimale per forme semplici
  • Perfetto per un design scalabile su più dimensioni
  • Assicura dettagli puliti a tutte le risoluzioni
  • Può creare qualche problema su progetti con molto dettaglio
    (c’è il rischio di dover manipolare troppe forme individuali)

Quindi

Quando si parla di stampa tutto ha una risoluzione prestabilita. Ogni macchina da stampa ha un certo numero di punti per pollice che è in grado di gestire. Le lastre da stampa, così come il getto d’inchiostro o la stampa a sublimazione, sono tutti sistemi di stampa che fanno affidamento a motivi a punti per trasformare il progetto grafico in un’etichetta fisica. A prescindere dall’utilizzo di grafica raster o vettoriale, alla fine verrà tutto interpretato attraverso punti.

Per concludere

Raster e vettoriale sono due cose ben diverse e ogni tipologia di progetto ha bisogno di un diverso approccio progettuale. Ad esempio se stai progettando un Marchio dovrai sicuramente utilizzare la grafica vettoriale.